.
“Certaldo è un castello di Val d’Elsa posto nel nostro contado... Nel quale usò un lungo tempo d’andare ogn’anno una volta, un de’ frati di Santo Antonio, il cui nome era frate Cipolla, forse non meno per lo nome che per altra divozione vedutovi volentieri, con ciò sia cosa che quel terreno produca cipolle famose per tutta la Toscana”. Così Giovanni Boccaccio, nel VI libro del Decameron.
Ancor precedente rispetto alle visite di Frà Cipolla è l’inserimento del prezioso ortaggio nello stemma del comune, ad opera, probabilmente, dei Conti Alberti, feudatari del luogo durante il XII secolo.
Lo stemma, formato da uno scudo bipartito bianco e rosso, con la cipolla troneggiante sul campo bianco, recava il motto “Per natura sono forte e dolce ancora/ e piaccio a chi sta e a chi lavora”.
La cipolla di Certaldo si può, quindi, considerare un elemento fondante dell’identità cittadina; simbolo e bandiera di una civiltà contadina di antichissime tradizioni.
Ne esistono due varietà, seminate in periodi diversi dell’anno: la “statina”, di forma tonda e colore tendente al viola, viene consumata fresca nei mesi estivi, e la “vernina”, schiacciata ai poli, di colore rosso intenso e il caratteristico sapore pungente, che si trova da fine agosto per tutto il periodo invernale.
Coltivata da sempre nei terreni sciolti intorno al borgo medievale, la cipolla di Certaldo ha le potenzialità per diventare, o meglio, tornare a essere, un elemento trainante dell’economia locale.
Attualmente viene venduta sfusa sui mercati del circondario dai piccoli coltivatori rimasti.

Il Presidio, avviato grazie al sostegno del Consorzio Certaldo 2000, mira al rilancio di tale coltura, mediante il recupero di terreni abbandonati e l’avvio di una cooperativa per il confezionamento e la commercializzazione del prodotto
A tavola
La statina è tonda, di colore viola chiaro, succosa, dolce e sapida. La vernina è rosso intenso, leggermente schiacciata ai poli e ha un sapore pungente. A Certaldo la cipolla ha fornito spunti per ogni portata.
Sono ottime in zuppa: si fanno appassire nell’olio caldo, si passano al setaccio e si aggiunge un poco di brodo vegetale e alcune patate fino a formare un crema densa. Si serve con un poco di pepe, di olio e crostini di pane toscano. La cipolla di Certaldo è importante anche nella “francesina”, o lesso rifatto. Il muscolo di vitello, lessato e poi raffreddato, si taglia a piccoli pezzi che sono soffritti in padella con la cipolla e il pomodoro, alla fine si aggiunge il brodo per mantenere il tutto morbido.
Area di produzione
Certaldo (provincia di Firenze)

Presidio sostenuto da
Comune di Certaldo